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Communities - Gagliano del Capo - Parrocchia

LA PARROCCHIA DI SAN ROCCO A GAGLIANO DEL CAPO
 
La nostra comunità parrocchiale, affidata alla cura dei Padri Trinitari dal 1941, conta 4455 fedeli, 1623 nuclei familiari (considerando anche le famiglie mononucleari). Vi sono presenti diverse aggregazioni laicali: le due confraternite intitolate alla Vergine e segno della grande devozione e affetto filiale che la nostra comunità nutre per la madre di Gesù. Sono le due aggregazioni storiche della Parrocchia. La Confraternita della Madonna del Rosario è presente dal 1609, e l'Arciconfraternita dell'Immacolata è presente dal 1778. Sono inoltre presenti: l'Ordine Secolare Trinitario (dal 1941) con il carisma redentivo-liberatore proprio dell'Ordine SS. Trinità, l'Apostolato della preghiera, il Volontariato Vincenziano, eredità delle suore figlie della carità, purtroppo non più presenti nella nostra parrocchia, ma di cui resta l'encomiabile azione educativa svolta per oltre un secolo nella nostra parrocchia, il Cursillos di Cristianità, il Rinnovamento nello Spirito, il coro polifonico, il gruppo giovanile parrocchiale, il gruppo musicale Work in Progress, al quale si sono uniti anche giovani talenti di altre parrocchie, il gruppo dei Catechisti, il gruppo CARITAS, il gruppo SCOUT, l'Associazione "Memoria e Tradizioni". Ogni associazione sottolinea una particolare sensibilità a vantaggio di tutti: la preghiera, l'impegno sociale, la catechesi e la formazione, la missione, la comunicazione della fede, la testimonianza della carità, la cultura...
 
Padre Gino Buccarello, dell'Ordine SS. Trinità, nato a Gagliano del Capo il 6 dicembre 1974 da Carmelo e Lucia Protopapa.
Dopo il conseguimento della maturità scientifica, entra nel 1993 come postulante nel Convento di Somma Vesuviana (NA) dove inizia gli studi di filosofia e teologia presso la Pontificia Facoltà di  Teologia dell'Italia Meridionale, sez. San Tommaso d'Aquino.
Nel 1994 inizia il noviziato nella casa trinitaria di Cerfroid ( Francia ).
Il 13 settembre 1998 emette la professione solenne a Somma Vesuviana.
Il 27 giugno 1999 è consacrato diacono nella Chiesa Collegiata da S. E. Mons. Antonio Forte, vescovo di Avellino.
Il 18 dicembre 1999 S. E. Mons. Domenico Caliandro lo consacra sacerdote nella Chiesa Matrice di Gagliano del Capo.
Ha svolto la sua pastorale tra la gioventù di Somma Vesuviana, come incaricato per la pastorale giovanile della Provincia Italia Sud dei Padri Trinitari e come vice parroco della Parrocchia San Pietro Ap. in Santa Maria Maggiore in Somma Vesuviana.
Il 1° maggio 2002 viene nominato parroco della parrocchia San Rocco di Gagliano del Capo.
 
Ai Padri Trinitari venuti, a Gagliano nel  1941, il vescovo di Ugento monsignor Giuseppe Ruotolo, affida anche la parrocchia di San Rocco. A cedere il timone è don Adriano Sivio Barbassi, ex missionario dei Comboniani e parroco dal 1934 il quale, dopo l’arrivo dei Padri Trinitari, si ritira a vita privata.
   Il primo parroco trinitario di Gagliano è padre Vincenzo Cataldo, originario di Triggiano (BA) che, giunto a Gagliano la mattina del 10 gennaio 1941,  insieme a padre Francesco Vollaro, padre Giuseppe Pinci e fra Antimo, ricopre per primo la carica di ministro del convento e poi, dal 20 aprile dello stesso anno, diventa parroco di San Rocco.   
   Nel 1942 padre Vincenzo dà le dimissioni e a lui subentra, prima come sostituto parroco, il giovanissimo padre Francesco Vollaro, fino ad allora viceparroco. All’età di ventinove anni, “Padre. Francescu nosciu”, come affettuosamente lo chiamavano i gaglianesi, si trova ad affrontare la drammatica situazione causata dalla Seconda guerra mondiale, quando Gagliano vive un momento di estrema povertà. Il giovane parroco,  sprigiona subito la sua grande carica spirituale e la sua sensibilità umana. Tanti ricorrono a lui per scrivere una lettera ai militari in guerra o per avere notizie sui familiari dispersi. “Conobbi Gagliano in un periodo favorevole, anche se imperversava la guerra, quando regnava la semplicità, la serenità e il fervore religioso, quando si viveva poveramente ma dignitosamente. Ho conservato sempre una grande stima del popolo gaglianese, delle famiglie e di quegli uomini attaccati alla terra, al mare, al lavoro”.
   Padre Francesco prende a cuore anche la condizione sociale dei contadini, costretti a lavorare fino a dodici ore al giorno e con remunerazioni ai limiti della sopravvivenza, insomma la nostra parrocchia diventa una palestra dove il futuro vescovo missionario impara ad ascoltare i poveri e a giocare interamente la sua vita per ridare loro rispetto e dignità. Tanti sono i suoi progetti e le iniziative che vuole realizzare. Dopo soli quattro anni arriva a sorpresa la decisione dei superiori: il padre Generale lo manda in missione in Madagascar: la notizia piomba come un fulmine a ciel sereno e suscita una protesta vivace e decisa: i gaglianesi non lasceranno partire padre Francesco in missione: il nove ottobre 1947 lascia l’ufficio di parroco e si reca a Roma dove si preparerà per la nuova missione che lo attende.
   Eletto vescovo di Ambatondrazaka il 19 dicembre 1959, padre Francesco ritornerà come vescovo per confermare il suo amore per i gaglianesi e il suo speciale ricordo per la nostra comunità che lo ha accompagnato fino alla sua morte avvenuta il 23 giugno 2004.
   A padre Francesco Vollaro succede padre Ubaldo Galiero, anch’egli di origine napoletana, il quale prende possesso della parrocchia di Gagliano l’undici gennaio 1948. Giunto qui qualche mese prima, ed esattamente il 3 ottobre, padre Ubaldo, nonostante le non brillanti condizioni di salute, si mette subito all’opera. Siamo alla vigilia delle prime elezioni politiche in Italia, la Chiesa, attraverso i comitati civici e l’Azione Cattolica sostiene la Democrazia Cristiana per scongiurare il pericolo comunista. Padre Ubaldo interviene direttamente e indirettamente nella vita politica di quegli anni.
Riorganizza l’Azione Cattolica costituita da quattro rami (Gioventù maschile, Gioventù femminile, Unione donne, Unione uomini). Nel 1950, in occasione del suo XXV anniversario di ordinazione sacerdotale, prepara il Congresso Eucaristico interparrocchiale che si realizzerà dal 6 al 11 giugno dello stesso anno. Nel 1954 si celebra il centenario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e padre Ubaldo, definito “il parroco dei congressi”, prepara il secondo, questa volta dedicato alla Vergine Maria. Nello stesso anno dà inizio alla pubblicazione del bollettino parrocchiale “Echi di vita parrocchiale”, mensile che consegna  personalmente a tutte le famiglie della parrocchia. Intanto si preoccupa di far imbiancare la Chiesa Madre, di restaurare e indorare gli altari laterali.
   Nel 1958, in occasione del centenario dell’apparizione della Beata Vergine a Lourdes, la diocesi organizza una solenne processione del quadro della Madonna di Leuca  dal Santuario ad Ugento. I gaglianesi, vantando antichi diritti di possesso sul santuario, pretendono che la sacra immagine non solo faccia il suo ingresso a Gagliano, ma che addirittura resti nella Chiesa Madre. Così non essendo accontentati, alcuni facinorosi disturbano la processione.
Nello stesso anno si svolge a Gagliano la settimana mariana. Il 1958 è per Gagliano un anno di grazia: tre giovani della parrocchia, ricevono l’ordinazione sacerdotale. Dal 1960 al 1965 padre Ubaldo fa restaurare l’ufficio parrocchiale, la balaustra e i gradini dell’altare maggiore, l’altare del Sacro Cuore e del Crocifisso dove viene realizzata un’urna contenente la statua in legno di Gesù morto.
L’Azione Cattolica viene incrementata con le sezioni dei Juniores e Seniores che affiancano la sezione degli Aspiranti. L’11 gennaio 1960 le campane di Gagliano suonano a festa: padre Ubaldo vuole comunicare così alla comunità l’evento appreso dall’Osservatore Romano della nomina di padre Francesco Vollaro a vescovo di Ambatondrazaka. Il 7 maggio 1961 riapre al culto l’antica cappella della Madonna di Costantinopoli, rimasta chiusa per decine di anni. Nel 1965, dopo tre anni di lavoro, viene inaugurata la nuova cappella dei Santi Medici. Dal 15 al 22 settembre 1968 celebra l’ultimo congresso sulla comunità parrocchiale al quale partecipa l’avvocato Gennaro Rispoli di Napoli. Alla chiusura sono presenti monsignor Gaetano Pollio, arcivescovo di Otranto e primate del Salento e monsignor Giuseppe Ruotolo. Il 2 ottobre 1971, ormai stremato ed ammalato, lascia la parrocchia pur rimanendo nel convento di Gagliano.
   Nel 1973, aggravate le condizioni di salute, viene trasportato all’ospedale “Cardarelli” di Napoli e qui si spegne il 16 febbraio 1973. Dopo pochi giorni le sue spoglie tornano a Gagliano dove vengono celebrati i solenni funerali presieduti dal vescovo Nicola Riezzo.
    A padre Ubaldo Galiero succede il 28 novembre 1971 padre Antonio Leonio, originario di Pereto, in provincia dell’Aquila. Nel 1973 iniziano i lavori di restauro della parte esterna della chiesa, in forte stato di degrado, si interviene sulla facciata ovest della e sulla pavimentazione solare. Nel 1980 sono eseguiti importanti interventi restaurativi all’interno della Chiesa e in particolare si procede allo svellimento della pavimentazione, la pulitura delle fosse carnarie, rifacimento in marmo del pavimento, tinteggiatura delle pareti, ridimensionamento dei gradini in pietra leccese degli altari laterali, installazione di una nuova illuminazione e di un impianto di amplificazione vocale, la chiesa infine viene decorosamente arredata con nuovi banchi.
   Dalla Pasqua 1983 alla festa di San Rocco del 1989, con la collaborazione del professore Francesco Fersini, vengono pubblicati 10 quaderni della collana “Contributo alla ricerca documentazione storica” che trattano vari argomenti: dalle notizie dell’Archivio Parrocchiale, alla descrizione storico - artistica delle Chiese di Gagliano, agli usi e costumi antichi; dagli uomini illustri di Gagliano a documenti inediti e preziosi. Questi quaderni, oltre a un’altra ricerca pubblicata con la biblioteca arcivescovile di Brindisi, rappresentano il primo tentativo di ricostruire la storia di una comunità che ancora attende la pubblicazione completa della sua storia e dei propri costumi. Nei diciannove anni di parrocato gaglianese padre Antonio Leonio imprime alla comunità quel rinnovamento liturgico e pastorale auspicato dal Concilio Vaticano II che faceva fatica a concretizzarsi nelle nostre terre così restie a cambiamenti ed innovazioni. Infatti nel 1971, nella nostra chiesa parrocchiale il coro, dietro autorizzazione del parroco, esegue per la prima volta la Messa dei Giovani “Prendo le ali” di Domenico Machetta, con l’accompagnamento sia dell’organo, sia delle chitarre; è un fatto nuovo e inusuale per il nostro paese.
   Il 2 settembre 1990 prende possesso della parrocchia padre Giovanni Martire Savina, originario di Leveranno (LE), appena ritornato dal Messico, dove è stato missionario per ben dieci anni. La sua esperienza missionaria lo aiuta a coinvolgere diversi giovani e adulti. Introduce nella comunità l’esperienza della lectio divina, riprende la pubblicazione del bollettino parrocchiale che avrà come nuovo titolo “Liberi per liberare”, inizia la raccolta di fondi per il restauro dell’antico organo a canne e il 30 novembre 1990 le campane, fino ad allora suonate dal vecchio sagrestano Rocco Sergi, vengono dotate di un impianto di elettrificazione.  Nel dicembre del 1992 le suore vincenziane lasciano Gagliano, il convento viene trasformato dall’Amministrazione Comunale in Centro polivalente per l’aggregazione e le attività giovanili. Alla parrocchia si rende necessario l’acquisto di locali per il catechismo e le varie attività pastorali fino ad allora realizzate presso il convento delle suore.
A settembre del 1993, dopo soli tre anni padre Giovanni viene trasferito a Somma Vesuviana con l’incarico di padre maestro dei postulanti; a lui subentra padre Luigi Crudele, originario di Triggiano. Anch’egli guiderà la parrocchia per un solo triennio, al termine del quale sarà richiamato come parroco padre Giovanni Savina. Nel 1996 viene acquistato dalla Curia Vescovile di Ugento l’antico palazzo Ciardo, casa natale del famoso pittore Vincenzo Ciardo e dei tre giovani eroi di guerra, Biagio, Domenico e Francesco, ricordati comunemente come i “fratelli Ciardo”.
   Il palazzo è in stato di abbandono da oltre trent’anni, padre Giovanni mobilita la comunità per ristrutturarlo ed adeguarlo alle nuove esigenze pastorali. Nel giugno del 2001, dopo il Capitolo Generale dell’Ordine Trinitario tenuto a Roma, a padre Giovanni, eletto consigliere generale, subentra il 26 agosto padre Mario Carrella, di Napoli, che sarà parroco per soli otto mesi.
     Il primo maggio 2002 prende viene affidata al sottoscritto padre Gino Buccarello.
   La nostra comunità parrocchiale, oggi conta 4.455 fedeli, 1623 nuclei familiari (considerando anche le famiglie mononucleari). Vi sono presenti diverse aggregazioni laicali: le due confraternite, intitolate alla Vergine, sono il segno della grande devozione e affetto filiale che la nostra comunità nutre per la Madre di Gesù. Sono due associazioni storiche della Parrocchia, poiché la confraternita della Madonna del Rosario è presente dal 1609 e l’Arciconfraternita dell’Immacolata, sorta agli inizi del secolo XVIII, viene riconosciuta con Regio Assenso di re Ferdinando IV, nel 1778.
  Sono inoltre presenti: l’Ordine Secolare Trinitario (dal 1941) con il carisma redentivo –liberatore proprio dell’Ordine SS. Trinità, l’Apostolato della Preghiera, il Volontariato Vincenziano, eredità delle suore Figlie della carità, le quali, purtroppo non più presenti, hanno svolto una encomiabile azione educativa nella nostra comunità; il Cursillos di Cristianità, il Rinnovamento nello Spirito, il Coro Polifonico, il Gruppo giovani e adolescenti, il Gruppo musicale “Work in Progress” al quale si sono uniti anche giovani talenti di altre parrocchie, il Gruppo dei catechisti, l’Associazione “Memoria e tradizione Santu Roccu”.
Ogni associazione sottolinea una particolare sensibilità, un carisma proprio, a vantaggio di tutti: la preghiera, l’impegno sociale, la catechesi e la formazione, la missione, la comunicazione della fede, la testimonianza e la cultura.   Per grazia della Santissima Trinità, la comunità è attualmente guidata da me, padre Gino Buccarello, con la generosa collaborazione di padre Franco D’Agostino, dal 1990 vicario parrocchiale, e di fra Donato Aceto.
Nel 2005 è stata restaurata la facciata principale della Chiesa Madre ed attualmente è in fase di  costruzione  un complesso parrocchiale adiacente alla cappella dei Santi Medici.
    Dall’11 al 18 gennaio 2004, il Vescovo di Ugento monsignor Vito De Grisantis  ha effettuato nella nostra parrocchia la Visita Pastorale e nella sua lettera vengono ben sintetizzati il cammino e i progetti della nostra  Comunità parrocchiale.
padre Gino BUCCARELLO
www.trinitari.net